Normativa e fisco

Che cos'è la tassa di soggiorno?

Ultimo aggiornamento: 18/08/2026

La tassa di soggiorno, normativamente definita imposta di soggiorno, è un tributo locale istituito dai Comuni italiani in base all'articolo 4 del Decreto Legislativo 23/2011. È a carico degli ospiti che alloggiano nelle strutture ricettive situate nel territorio comunale e il suo gettito è destinato a finanziare interventi per il turismo, la manutenzione dei beni culturali e ambientali e i servizi pubblici locali.

Non esiste una disciplina nazionale unica: ogni Comune, con propria delibera, stabilisce autonomamente l'importo, le esenzioni (ad esempio per minori o residenti), il numero massimo di notti per cui è dovuta e le modalità di riscossione e versamento.

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Come funziona

Il gestore della struttura ricettiva (host, property manager, albergatore) ha la responsabilità di riscuotere l'imposta di soggiorno direttamente dall'ospite, di solito al momento del check-in o del check-out, e di rilasciare una quietanza di pagamento. Successivamente, il gestore deve dichiarare le somme incassate e riversarle al Comune secondo le scadenze e le procedure previste dal regolamento locale, che spesso prevedono l'uso di un portale telematico dedicato.

In alcuni Comuni, le piattaforme di prenotazione online (OTA) hanno stipulato accordi per riscuotere e versare l'imposta direttamente. Tuttavia, questo non sempre esonera il gestore dall'obbligo di presentare una dichiarazione periodica al Comune.

Perché è importante

Per host e property manager, la gestione della tassa di soggiorno è un adempimento obbligatorio. Il gestore agisce come responsabile del pagamento nei confronti del Comune e l'omesso o tardivo versamento può comportare sanzioni amministrative. È fondamentale distinguere questo obbligo da altri adempimenti, come la comunicazione delle presenze al portale Alloggiati Web della Polizia di Stato e la trasmissione dei dati statistici all'ISTAT, che hanno finalità, scadenze e sanzioni diverse. Chi parte da zero può iniziare da tassa di soggiorno Venezia: importo e come si paga (tassa di soggiorno).

Esempi

  • Un host a Firenze deve riscuotere l'imposta dagli ospiti e versarla trimestralmente tramite il portale del Comune, anche se l'annuncio è su una piattaforma che non gestisce la riscossione diretta in quella città.
  • Una famiglia con due bambini di 10 anni soggiorna a Rimini. Il regolamento comunale prevede un'esenzione per i minori di 14 anni, quindi l'imposta sarà dovuta solo per i due adulti.
  • Un manager gestisce un appartamento a Milano, dove una piattaforma online riscuote e versa l'imposta. Il manager deve comunque presentare la dichiarazione periodica al Comune, comunicando i dati dei soggiorni, anche se l'importo da versare è zero.
  • Un ospite prenota un soggiorno di 15 notti in un Comune il cui regolamento limita l'applicazione dell'imposta alle prime 7 notti consecutive. Il gestore dovrà calcolare e riscuotere l'importo solo per le prime 7 notti.

Fonti ufficiali e riferimenti

Domande frequenti su Tassa di soggiorno

Chi stabilisce l'importo della tassa di soggiorno?+
L'importo è stabilito dal singolo Comune con una propria delibera. Non esiste una tariffa nazionale. L'ammontare può variare in base alla tipologia e classificazione della struttura (es. stelle dell'hotel, numero di soli per le case vacanze), alla stagionalità e ad altri criteri decisi localmente. È indispensabile consultare il regolamento del proprio Comune per applicare la tariffa corretta.
Come si dichiara e si versa la tassa di soggiorno?+
Le modalità sono definite da ogni Comune. Generalmente, i gestori devono registrarsi su un portale telematico comunale, presentare una dichiarazione periodica (es. mensile o trimestrale) con il riepilogo dei pernottamenti e degli importi riscossi, e infine versare le somme tramite i canali indicati (es. PagoPA, bonifico). Le scadenze e le procedure variano da città a città.
Se la piattaforma online riscuote la tassa, sono esonerato da ogni obbligo?+
Non necessariamente. Anche quando una OTA riscuote e versa l'imposta per conto del gestore, molti Comuni richiedono comunque la presentazione di una dichiarazione periodica. Questa serve a comunicare i dati dei soggiorni, anche se l'importo da versare risulta zero. È fondamentale verificare il regolamento del proprio Comune per conoscere gli adempimenti specifici a proprio carico.
Cosa succede se non verso la tassa di soggiorno?+
L'omesso, ritardato o parziale versamento dell'imposta di soggiorno comporta l'applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie, oltre al recupero dell'imposta non versata e degli interessi. Il gestore è qualificato come responsabile del pagamento. Le sanzioni specifiche sono definite dai regolamenti di ogni singolo Comune e possono essere significative, rendendo questo un adempimento da non sottovalutare.
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