Che cos'è la tassa di soggiorno?
La tassa di soggiorno, normativamente definita imposta di soggiorno, è un tributo locale istituito dai Comuni italiani in base all'articolo 4 del Decreto Legislativo 23/2011. È a carico degli ospiti che alloggiano nelle strutture ricettive situate nel territorio comunale e il suo gettito è destinato a finanziare interventi per il turismo, la manutenzione dei beni culturali e ambientali e i servizi pubblici locali.
Non esiste una disciplina nazionale unica: ogni Comune, con propria delibera, stabilisce autonomamente l'importo, le esenzioni (ad esempio per minori o residenti), il numero massimo di notti per cui è dovuta e le modalità di riscossione e versamento.
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di Lodgify
Come funziona
Il gestore della struttura ricettiva (host, property manager, albergatore) ha la responsabilità di riscuotere l'imposta di soggiorno direttamente dall'ospite, di solito al momento del check-in o del check-out, e di rilasciare una quietanza di pagamento. Successivamente, il gestore deve dichiarare le somme incassate e riversarle al Comune secondo le scadenze e le procedure previste dal regolamento locale, che spesso prevedono l'uso di un portale telematico dedicato.
In alcuni Comuni, le piattaforme di prenotazione online (OTA) hanno stipulato accordi per riscuotere e versare l'imposta direttamente. Tuttavia, questo non sempre esonera il gestore dall'obbligo di presentare una dichiarazione periodica al Comune.
Perché è importante
Per host e property manager, la gestione della tassa di soggiorno è un adempimento obbligatorio. Il gestore agisce come responsabile del pagamento nei confronti del Comune e l'omesso o tardivo versamento può comportare sanzioni amministrative. È fondamentale distinguere questo obbligo da altri adempimenti, come la comunicazione delle presenze al portale Alloggiati Web della Polizia di Stato e la trasmissione dei dati statistici all'ISTAT, che hanno finalità, scadenze e sanzioni diverse. Chi parte da zero può iniziare da tassa di soggiorno Venezia: importo e come si paga (tassa di soggiorno).
Esempi
- Un host a Firenze deve riscuotere l'imposta dagli ospiti e versarla trimestralmente tramite il portale del Comune, anche se l'annuncio è su una piattaforma che non gestisce la riscossione diretta in quella città.
- Una famiglia con due bambini di 10 anni soggiorna a Rimini. Il regolamento comunale prevede un'esenzione per i minori di 14 anni, quindi l'imposta sarà dovuta solo per i due adulti.
- Un manager gestisce un appartamento a Milano, dove una piattaforma online riscuote e versa l'imposta. Il manager deve comunque presentare la dichiarazione periodica al Comune, comunicando i dati dei soggiorni, anche se l'importo da versare è zero.
- Un ospite prenota un soggiorno di 15 notti in un Comune il cui regolamento limita l'applicazione dell'imposta alle prime 7 notti consecutive. Il gestore dovrà calcolare e riscuotere l'importo solo per le prime 7 notti.
Fonti ufficiali e riferimenti
Domande frequenti su Tassa di soggiorno
Chi stabilisce l'importo della tassa di soggiorno?+
Come si dichiara e si versa la tassa di soggiorno?+
Se la piattaforma online riscuote la tassa, sono esonerato da ogni obbligo?+
Cosa succede se non verso la tassa di soggiorno?+
Termini correlati
Dichiarazione della tassa di soggiorno
La dichiarazione della tassa di soggiorno è l'adempimento con cui i gestori comunicano al Comune i dati sui soggiorni e versano l'imposta riscossa.
Contributo di accesso
Il contributo di accesso è un importo dovuto per l'ingresso in determinate aree urbane, come il centro storico di Venezia. È una misura distinta.
Contributo di sbarco
Il contributo di sbarco è un'imposta comunale alternativa alla tassa di soggiorno, applicata nei comuni delle isole minori e in alcuni comuni lagunari.
Alloggiati Web
Alloggiati Web è il portale della Polizia di Stato per la comunicazione obbligatoria delle generalità degli ospiti di strutture ricettive e locazioni brevi.
