Gestione strutture

Che cos'è il soggiorno massimo?

Ultimo aggiornamento: 18/08/2026

Il soggiorno massimo è il numero massimo di notti consecutive che un ospite può prenotare presso una struttura ricettiva o un alloggio in locazione. Questo limite può derivare da due fattori principali: la normativa o una scelta strategica del gestore.

In Italia, il limite normativo più rilevante è quello di 30 giorni, che definisce il perimetro della locazione breve (art. 4 D.L. 50/2017). I contratti di durata superiore non possono beneficiare del regime fiscale agevolato della cedolare secca. Oltre a questo, ogni gestore può impostare un proprio limite di soggiorno massimo, spesso inferiore a 30 giorni, per ragioni operative o di revenue management.

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Come funziona

Il gestore imposta la durata massima del soggiorno direttamente nelle impostazioni del proprio annuncio sulle piattaforme OTA (Online Travel Agency) o tramite un software gestionale (PMS) o un channel manager. Una volta impostato, il sistema di prenotazione impedisce agli utenti di selezionare un intervallo di date che superi il numero di notti specificato.

Questa regola opera in combinazione con quella del soggiorno minimo. Ad esempio, un host potrebbe richiedere un soggiorno minimo di 3 notti e un massimo di 14. Questa configurazione permette di controllare la durata delle prenotazioni, ottimizzando il calendario e la gestione delle pulizie.

Perché è importante

Impostare un soggiorno massimo è una leva strategica fondamentale. Mantenere le prenotazioni sotto le 30 notti consente di operare all'interno del regime della locazione breve, semplificando gli adempimenti fiscali. Un limite più breve (es. 7 o 14 notti) può favorire un ricambio più rapido di ospiti, potenzialmente aumentando il ricavo medio per notte (ADR) e riducendo l'usura dell'immobile. Inoltre, previene che gli ospiti acquisiscano diritti assimilabili a quelli di un inquilino a lungo termine. Chi parte da zero può iniziare da google per case vacanze: come inserire la tua.

Esempi

  • Un proprietario imposta un soggiorno massimo di 29 notti su tutti i portali per garantire che ogni prenotazione rientri legalmente e fiscalmente nel regime della locazione breve.
  • Un property manager di appartamenti in una città d'arte imposta un limite di 10 notti per massimizzare il turnover e le tariffe durante l'alta stagione.
  • Il gestore di una casa al mare imposta un soggiorno massimo di 28 notti, un limite comune su alcune piattaforme per distinguere le prenotazioni brevi da quelle mensili.
  • Durante la bassa stagione, un host potrebbe decidere di rimuovere temporaneamente il limite di soggiorno massimo per attrarre ospiti in "workation" interessati a periodi più lunghi.

Fonti ufficiali e riferimenti

Domande frequenti su Soggiorno massimo

Perché dovrei impostare un soggiorno massimo inferiore a 30 giorni?+
Per aumentare il turnover e potenzialmente il ricavo, dato che i soggiorni più brevi hanno spesso tariffe notturne più alte. Questa strategia permette anche una manutenzione più frequente e riduce l'usura dell'immobile. Inoltre, previene che la struttura sia occupata per lunghi periodi a una tariffa scontata, massimizzando la disponibilità per prenotazioni più redditizie, specialmente in alta stagione.
Cosa succede se un ospite vuole rimanere più del mio soggiorno massimo?+
Se un ospite chiede di prolungare il soggiorno oltre il limite impostato, si può gestire la richiesta manualmente. Se la durata totale supera i 30 giorni, il contratto non si qualifica più come locazione breve. È necessario stipulare un contratto di locazione diverso (es. transitorio), registrarlo all'Agenzia delle Entrate e applicare un regime fiscale differente, con maggiori complessità.
Il limite di 30 giorni per le locazioni brevi è un divieto assoluto?+
No, non è un divieto. È una soglia contrattuale e fiscale. I contratti di locazione con durata fino a 30 giorni rientrano nel regime delle "locazioni brevi", che permette di optare per la cedolare secca. Superata questa durata, si applicano le norme sulle locazioni ordinarie o transitorie, che richiedono la registrazione del contratto e una tassazione diversa.
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