Normativa e fisco

Che cos'è la cedolare secca?

Ultimo aggiornamento: 18/08/2026

La cedolare secca è un regime fiscale opzionale che permette di assoggettare i redditi derivanti dalla locazione di immobili abitativi a un'imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle relative addizionali. Prevista dall'art. 3 del D.Lgs. 23/2011, per le locazioni brevi si applica ai redditi di persone fisiche che agiscono al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa.

L'opzione si esercita direttamente in sede di dichiarazione dei redditi e l'imposta si calcola sull'intero canone di locazione incassato, senza l'abbattimento forfettario previsto dal regime di tassazione ordinaria.

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Come funziona

A partire dal 1° gennaio 2026, le aliquote per le locazioni brevi sono del 21% sui redditi di una singola unità immobiliare (scelta dal contribuente in dichiarazione) e del 26% sui redditi di una seconda unità. L'attività si presume imprenditoriale, con obbligo di Partita IVA, se si destinano alla locazione breve più di due appartamenti.

Esiste un'ambiguità normativa riguardo a una possibile aliquota del 30% per la terza e quarta unità, in apparente conflitto con la presunzione d'impresa. Si raccomanda di consultare un professionista per questo aspetto. Gli intermediari che incassano i canoni, come i portali online, applicano una ritenuta del 21% a titolo di acconto o d'imposta.

Perché è importante

Per host e property manager, la cedolare secca può rappresentare una semplificazione e un risparmio fiscale rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, specialmente per chi ha redditi elevati. Tuttavia, la scelta non è sempre la più vantaggiosa, poiché non permette di dedurre costi e oneri. È fondamentale fare una valutazione comparativa basata sulla propria situazione reddituale complessiva per determinare il regime più conveniente. Il tema è ripreso in ricorso bocciato: Airbnb dovrà a riscuotere la cedolare.

Esempi

  • Un locatore con un solo appartamento in affitto breve può scegliere di applicare l'aliquota del 21% sul totale dei canoni percepiti.
  • Un contribuente che loca due appartamenti può applicare il 21% su uno (tipicamente quello con il reddito più alto) e il 26% sull'altro.
  • Chi riceve pagamenti tramite un portale online vedrà applicata una ritenuta del 21%, che verrà poi scomputata in dichiarazione dei redditi.
  • Dal 2026, un proprietario che destina tre appartamenti alla locazione breve non può più usare la cedolare secca, dovendo operare in regime d'impresa.

Fonti ufficiali e riferimenti

Domande frequenti su Cedolare secca

La cedolare secca è sempre conveniente?+
Non necessariamente. La convenienza dipende dalla situazione reddituale complessiva del contribuente, dall'ammontare di eventuali oneri deducibili e detraibili e dalle aliquote delle addizionali regionali e comunali. La cedolare secca, applicandosi al 100% del canone, può risultare meno vantaggiosa del regime ordinario IRPEF se si hanno molte spese da portare in deduzione. È consigliabile una valutazione caso per caso.
Come si sceglie l'immobile a cui applicare l'aliquota del 21%?+
La scelta dell'unità immobiliare a cui applicare l'aliquota agevolata del 21% viene effettuata direttamente nella dichiarazione dei redditi annuale e può essere modificata ogni anno. Per massimizzare il risparmio fiscale, è prassi comune scegliere l'immobile che ha generato il canone di locazione annuo più elevato, ma questa rimane una valutazione di convenienza del contribuente e non un obbligo di legge.
La ritenuta del 21% applicata dai portali è una tassa in più?+
No, non è un'imposta aggiuntiva. È una ritenuta che l'intermediario (come un portale online) versa allo Stato per conto del locatore. Funziona come un acconto sull'imposta dovuta. In dichiarazione dei redditi, questa somma viene scomputata dal totale da pagare, sia che si scelga la cedolare secca sia che si opti per il regime ordinario.
Cosa cambia dal 2026 per chi ha più di due appartamenti?+
Dal 1° gennaio 2026, chi destina alla locazione breve più di due appartamenti è presunto svolgere attività d'impresa. Questo comporta l'obbligo di aprire una Partita IVA e di non poter più usufruire della cedolare secca per i redditi da locazione breve. Il limite precedente, in vigore fino al 31 dicembre 2025, era di quattro appartamenti.
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