Normativa e fisco

Quali sono le sanzioni per gli affitti brevi?

Ultimo aggiornamento: 18/08/2026

Le sanzioni per gli affitti brevi sono le penalità amministrative e penali previste dalla normativa italiana per chi non rispetta gli obblighi legati alla locazione turistica. Le violazioni più comuni riguardano l'assenza o la mancata esposizione del Codice Identificativo Nazionale (CIN), l'omessa comunicazione delle generalità degli ospiti alla Polizia di Stato (Alloggiati Web), la mancanza della SCIA per chi gestisce più di quattro immobili e il mancato rispetto dei requisiti di sicurezza, come la presenza di estintori e rilevatori di gas.

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Come funziona

Le sanzioni sono irrogate da diverse autorità a seconda della violazione. Per le infrazioni relative al CIN (assenza, mancata esposizione) e ai requisiti di sicurezza, la competenza è del Comune, che agisce tramite la polizia locale. L'omessa o tardiva comunicazione delle generalità degli ospiti al portale Alloggiati Web, invece, costituisce una contravvenzione penale accertata dall'autorità di pubblica sicurezza. Le sanzioni fiscali sono gestite dall'Agenzia delle Entrate. Le diverse penalità possono cumularsi.

Perché è importante

Conoscere le sanzioni è fondamentale per host e property manager per evitare pesanti multe, procedimenti penali e la rimozione forzata degli annunci online. Una gestione conforme alla legge non solo protegge da rischi economici e legali, ma costruisce anche una reputazione di affidabilità e professionalità verso gli ospiti e le istituzioni, garantendo la continuità dell'attività nel lungo periodo. Chi parte da zero può iniziare da affitti in nero e case vacanze: i vantaggi del contratto (sanzioni per gli affitti brevi).

Esempi

  • Un host che pubblica un annuncio su un portale OTA senza indicare il CIN rischia una multa da 500 a 5.000 euro e la rimozione dell'annuncio.
  • Un proprietario che affitta un appartamento senza aver mai richiesto il CIN è soggetto a una sanzione da 800 a 8.000 euro.
  • Un gestore che omette di comunicare i dati di un ospite al portale Alloggiati Web commette una contravvenzione penale punita con l'arresto fino a tre mesi o un'ammenda fino a 206 euro.
  • Chi gestisce cinque appartamenti in locazione turistica senza aver presentato la SCIA al Comune rischia una sanzione da 2.000 a 10.000 euro.
  • Un appartamento privo di estintore portatile e rilevatore di monossido di carbonio espone il locatore a una multa da 600 a 6.000 euro.

Fonti ufficiali e riferimenti

Domande frequenti su Sanzioni per gli affitti brevi

Cosa rischio se non ho il CIN?+
Chi affitta un'unità immobiliare senza aver richiesto il Codice Identificativo Nazionale (CIN) è soggetto a una sanzione pecuniaria che va da 800 a 8.000 euro, in base alle dimensioni dell'immobile. La sanzione viene irrogata dal Comune. L'obbligo di ottenere il CIN e le relative sanzioni sono operativi su tutto il territorio nazionale dal 2 gennaio 2025.
Qual è la multa per un annuncio senza CIN?+
La mancata indicazione del CIN in un annuncio online, sul proprio sito o la sua mancata esposizione all'esterno dell'edificio comporta una sanzione da 500 a 5.000 euro per ogni unità immobiliare. Oltre alla multa, le autorità possono disporre l'immediata rimozione dell'annuncio irregolare dai portali di prenotazione. L'obbligo riguarda sia i proprietari che gli intermediari e i gestori di portali.
Cosa succede se non comunico gli ospiti ad Alloggiati Web?+
L'omessa o tardiva comunicazione delle generalità degli ospiti al portale della Polizia di Stato (Alloggiati Web) non è un illecito amministrativo, ma una contravvenzione penale. La sanzione, prevista dall'articolo 17 del TULPS, è l'arresto fino a tre mesi o un'ammenda fino a 206 euro. La violazione è estinguibile tramite oblazione. Anche una comunicazione tardiva integra il reato.
Quali sono le sanzioni per la mancanza dei requisiti di sicurezza?+
Affittare un immobile a uso turistico senza le dotazioni di sicurezza obbligatorie, come i rilevatori di gas e monossido di carbonio e gli estintori portatili, comporta una sanzione amministrativa. La multa va da 600 a 6.000 euro per ciascuna violazione accertata. I controlli su questi requisiti, introdotti dal D.L. 145/2023, sono di competenza comunale.
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