Normativa e fisco

Che cos'è il decreto legge 50/2017?

Ultimo aggiornamento: 18/08/2026

Il decreto legge 50/2017, convertito con modificazioni dalla legge 96/2017, è un provvedimento normativo che ha introdotto una disciplina fiscale specifica per le locazioni brevi. L'articolo 4 di questo decreto definisce la "locazione breve" come un contratto di locazione di immobile a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche al di fuori dell'attività d'impresa.

La norma ha esteso a questi contratti la possibilità di optare per il regime della cedolare secca e ha introdotto obblighi per gli intermediari immobiliari e i gestori di portali telematici.

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Come funziona

Il decreto stabilisce che i contratti di locazione sotto i 30 giorni, inclusa la sublocazione e la concessione da parte del comodatario, rientrano nella sua disciplina. Ha inoltre imposto obblighi specifici agli intermediari che intervengono nel pagamento del canone, come i portali online. Questi soggetti sono tenuti a operare una ritenuta del 21% sull'importo del canone e a versarla all'erario. La ritenuta funge da acconto o imposta definitiva a seconda del regime fiscale scelto dal locatore.

Perché è importante

Questo decreto rappresenta una pietra miliare per il settore extralberghiero in Italia. Ha fornito il primo quadro normativo e fiscale specifico per il fenomeno degli affitti brevi, riconoscendone le peculiarità rispetto alle locazioni tradizionali e alle attività ricettive imprenditoriali. Ha introdotto chiarezza per i locatori non professionali e ha stabilito le responsabilità degli intermediari, come i portali telematici, nel processo di riscossione fiscale, influenzando profondamente la gestione e la redditività delle proprietà. Per i dettagli operativi, vedi ricorso bocciato: Airbnb dovrà a riscuotere la cedolare secca.

Fonti ufficiali e riferimenti

Domande frequenti su Decreto legge 50/2017

L'articolo 4 del DL 50/2017 è ancora in vigore?+
Sì, l'impianto normativo dell'articolo 4 è ancora in vigore, ma è stato modificato da leggi successive. La definizione di locazione breve e l'obbligo di ritenuta per gli intermediari restano validi. Tuttavia, le aliquote della cedolare secca e le soglie per la presunzione di attività d'impresa sono state aggiornate, ad esempio dalla Legge di Bilancio 2026, che ha introdotto nuovi scaglioni e limiti per i locatori non professionali.
La ritenuta del 21% prevista dal DL 50/2017 è una tassa aggiuntiva?+
No, la ritenuta del 21% operata dagli intermediari non è un'imposta aggiuntiva. Per il locatore, rappresenta un acconto sull'IRPEF o sulla cedolare secca, oppure l'imposta a titolo definitivo se si opta per la cedolare secca con aliquota al 21%. Il suo scopo è anticipare il prelievo fiscale al momento dell'incasso del canone, garantendo un versamento immediato all'erario da parte dell'intermediario che gestisce il pagamento.
Quali servizi posso offrire senza uscire dalla definizione di locazione breve?+
Secondo la disciplina delle locazioni brevi introdotta dal DL 50/2017, sono ammessi solo servizi strettamente connessi alla locazione. Il dossier normativo specifica che questi includono la fornitura di biancheria e la pulizia finale dei locali. Offrire servizi aggiuntivi, come la colazione o il cambio biancheria durante il soggiorno, può far riclassificare l'attività come imprenditoriale, con conseguenze fiscali e amministrative diverse.
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