Settore extralberghiero

Che cos'è la gestione non imprenditoriale?

Ultimo aggiornamento: 18/08/2026

La gestione non imprenditoriale è una modalità di locazione di immobili a uso abitativo svolta da persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa. È caratterizzata da occasionalità e assenza di un'organizzazione di mezzi e servizi tipica di un'azienda. A differenza dell'attività ricettiva imprenditoriale, non richiede l'apertura di una Partita IVA e permette di accedere a regimi fiscali semplificati come la cedolare secca.

Dal 1° gennaio 2026, la legge presume che l'attività sia imprenditoriale se si destinano alla locazione breve più di due appartamenti per periodo d'imposta.

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Come funziona

Chi opera in gestione non imprenditoriale stipula contratti di locazione, tipicamente locazioni brevi di durata non superiore a 30 giorni. I servizi offerti devono essere limitati a quelli strettamente connessi alla locazione, come la fornitura di biancheria e la pulizia finale dei locali. L'offerta di servizi aggiuntivi, come la colazione o il riassetto giornaliero, può far ricadere l'attività nel campo imprenditoriale.

Anche in questa forma, il gestore è tenuto a rispettare tutti gli adempimenti amministrativi: ottenere e esporre il CIN, comunicare le generalità degli ospiti al portale Alloggiati Web e gestire l'imposta di soggiorno.

Perché è importante

Comprendere la distinzione tra gestione non imprenditoriale e imprenditoriale è fondamentale per ogni host. Operare nel perimetro non imprenditoriale consente di beneficiare di una fiscalità più semplice, ideale per chi inizia o gestisce un numero limitato di proprietà. Superare le soglie normative, anche involontariamente, comporta l'obbligo di aprire una Partita IVA e affrontare adempimenti contabili e previdenziali complessi, con relative sanzioni in caso di inadempienza. Per vedere come funziona nella pratica, consulta automatizza la gestione degli affitti brevi.

Esempi

  • Un proprietario che affitta il suo unico appartamento al mare per alcuni mesi all'anno.
  • Una persona fisica che gestisce due appartamenti di sua proprietà in città con contratti di locazione breve.
  • Un comodatario che, con il consenso del proprietario, subloca un'unità immobiliare per periodi inferiori a 30 giorni.
  • A differenza di chi gestisce tre appartamenti, che dal 1° gennaio 2026 rientra nella presunzione d'impresa e deve operare con Partita IVA.

Fonti ufficiali e riferimenti

Domande frequenti su Gestione non imprenditoriale

Quanti immobili posso affittare in gestione non imprenditoriale?+
Fino al 31 dicembre 2025, il limite era di quattro appartamenti. Dal 1° gennaio 2026, la normativa fiscale considera l'attività di locazione breve come imprenditoriale se si destinano a tale scopo più di due appartamenti per periodo d'imposta. Pertanto, la gestione non imprenditoriale è consentita solo per un massimo di due unità immobiliari. Superata questa soglia, scatta la presunzione d'impresa con obbligo di Partita IVA.
Quali servizi posso offrire senza diventare imprenditore?+
Nella gestione non imprenditoriale, i servizi ammessi sono solo quelli strettamente connessi alla locazione, come la fornitura iniziale di biancheria e la pulizia finale dei locali. L'offerta di servizi aggiuntivi di tipo alberghiero, come la colazione, il cambio biancheria giornaliero o la reception, qualifica l'attività come imprenditoriale, indipendentemente dal numero di immobili gestiti, richiedendo l'apertura della Partita IVA.
Devo aprire la Partita IVA per la gestione non imprenditoriale?+
No, per definizione la gestione non imprenditoriale è svolta da persone fisiche senza Partita IVA. Tuttavia, l'obbligo di aprirla scatta se si superano i limiti normativi. Dal 2026, questo avviene se si affittano più di due immobili con locazioni brevi. È importante notare che la soglia per la SCIA (oltre quattro immobili) è diversa da quella fiscale, creando una situazione complessa da valutare con un consulente.
La gestione non imprenditoriale mi esonera da tutti gli obblighi?+
No, semplifica solo gli aspetti fiscali e societari. Restano obbligatori tutti gli adempimenti amministrativi previsti per gli affitti brevi. Questi includono la richiesta e l'esposizione del Codice Identificativo Nazionale (CIN), la comunicazione delle presenze al portale Alloggiati Web della Polizia di Stato, la dichiarazione dei flussi turistici a fini ISTAT e la gestione dell'imposta di soggiorno secondo le regole del Comune.
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