Normativa e fisco

Che cos'è il comodato d'uso?

Ultimo aggiornamento: 18/08/2026

Il comodato d'uso è il contratto con cui una parte (comodante) consegna a un'altra (comodatario) un bene immobile affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il contratto è essenzialmente gratuito.

Nel settore extralberghiero, la normativa sulle locazioni brevi (D.L. 50/2017) equipara la concessione onerosa del godimento dell'immobile da parte del comodatario alla locazione stessa. Ciò consente al comodatario di affittare a sua volta l'immobile a terzi per periodi non superiori a 30 giorni.

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Come funziona

Il proprietario di un immobile (comodante) stipula un contratto di comodato con un'altra persona (comodatario), concedendogli l'uso gratuito dell'abitazione. Il comodatario può quindi agire come locatore, pubblicando annunci e affittando l'immobile con contratti di locazione breve. I canoni di locazione vengono incassati dal comodatario, che è anche il soggetto tenuto a dichiarare tali redditi al fisco. Tutti gli adempimenti legati all'attività, come la comunicazione degli alloggiati e la gestione dell'imposta di soggiorno, ricadono sul comodatario.

Perché è importante

Il comodato d'uso è uno strumento legale che permette di gestire un'attività di affitti brevi su un immobile di cui non si è proprietari. È una soluzione comune in contesti familiari, per esempio quando un figlio gestisce la seconda casa dei genitori, o per formalizzare l'affidamento di un immobile a un gestore che opera come persona fisica. Consente di separare la proprietà del bene dalla gestione dei redditi da locazione, attribuendo a questi ultimi al comodatario. Chi parte da zero può iniziare da online Marketing Per Case Vacanza: la Guida in.

Esempi

  • Un genitore concede un appartamento al figlio tramite un contratto di comodato d'uso. Il figlio decide di metterlo a reddito affittandolo a turisti per brevi periodi e incassando i relativi canoni.
  • Un proprietario di una casa al mare, non potendosene occupare, la affida in comodato a un amico che vive in loco. L'amico gestisce le prenotazioni estive, si occupa del check-in e del check-out e dichiara i redditi derivanti.
  • Una persona che ha un immobile in comodato d'uso opta per la cedolare secca. L'imposta del 21% o 26% verrà calcolata sull'intero importo pagato dagli ospiti, senza alcuna deduzione.
  • Un property manager persona fisica riceve in comodato un immobile da un cliente e lo gestisce stipulando contratti di locazione breve a proprio nome.

Fonti ufficiali e riferimenti

Domande frequenti su Comodato d'uso

Il comodatario può fare affitti brevi?+
Sì, la normativa sulle locazioni brevi (art. 4 del D.L. 50/2017) equipara esplicitamente ai contratti di locazione la 'concessione in godimento a titolo oneroso' da parte del comodatario. Questo significa che chi ha ricevuto un immobile in comodato d'uso può legalmente stipulare contratti di affitto di durata non superiore a 30 giorni, diventando a tutti gli effetti il locatore nei confronti degli ospiti.
Come viene tassato il reddito da affitti brevi del comodatario?+
Il reddito percepito dal comodatario per gli affitti brevi è tassabile. Il comodatario può scegliere tra il regime ordinario IRPEF e il regime opzionale della cedolare secca. A differenza del proprietario, se opta per la cedolare secca, l'imposta si applica sull'intero corrispettivo lordo incassato, senza alcun abbattimento forfettario. La scelta del regime fiscale va effettuata in sede di dichiarazione dei redditi.
Chi è responsabile degli adempimenti come la comunicazione alla Questura?+
La responsabilità degli adempimenti amministrativi e fiscali ricade sul comodatario, in quanto è lui che esercita l'attività di locazione. Spetta quindi al comodatario richiedere le credenziali per il portale Alloggiati Web, comunicare le generalità degli ospiti alla Questura, gestire la dichiarazione e il versamento dell'imposta di soggiorno e ottenere il Codice Identificativo Nazionale (CIN) per la struttura.
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