Finanze

Che cosa sono i costi fissi?

Ultimo aggiornamento: 18/08/2026

I costi fissi sono le spese che un'attività di affitti brevi deve sostenere regolarmente, indipendentemente dal fatto che l'immobile sia occupato o vuoto. A differenza dei costi variabili, il loro ammontare non cambia in base al volume di attività, come il numero di notti vendute o di ospiti accolti.

Queste uscite rappresentano la base dei costi operativi di una struttura extralberghiera e sono generalmente prevedibili e periodiche (mensili, trimestrali o annuali). La loro corretta identificazione è il primo passo per un'efficace pianificazione finanziaria.

Iscriviti alla newsletter
di Lodgify

Una volta al mese ricevi i migliori modelli gratuiti, consigli e novità del settore.

Come funziona

I costi fissi vengono sostenuti a intervalli regolari e il loro importo rimane costante per un determinato periodo di tempo, solitamente un anno fiscale. Per calcolarli, il gestore deve sommare tutte le spese che non dipendono direttamente dalla presenza di un ospite. Ad esempio, il canone del mutuo o dell'affitto è lo stesso ogni mese, sia che l'appartamento ospiti 10 persone sia che rimanga sfitto.

Conoscere l'incidenza totale dei costi fissi permette di calcolare il punto di pareggio (break-even point), ovvero il numero minimo di notti da vendere per coprire tutte le spese e iniziare a generare un profitto.

Perché è importante

Una gestione accurata dei costi fissi è fondamentale per la sostenibilità economica di un'attività di affitti brevi. Permette di definire una tariffa base che garantisca la copertura di queste spese essenziali. Inoltre, aiuta a calcolare la redditività netta di un immobile, a redigere un budget annuale affidabile e a prendere decisioni strategiche, come valutare la convenienza di un investimento o l'impatto di un periodo di bassa stagione sul flusso di cassa. Per vedere come funziona nella pratica, consulta codici ATECO 2026 per Property Manager, case vacanze, b&b.

Esempi

  • Il canone di un mutuo o di un contratto di affitto per l'immobile.
  • Le imposte sulla proprietà, come l'IMU e la TARI.
  • Le spese condominiali ordinarie.
  • Il costo degli abbonamenti per servizi come internet Wi-Fi, TV via cavo o software gestionali (PMS).
  • Il premio annuale per le polizze assicurative sulla casa o sulla responsabilità civile.

Domande frequenti su Costi fissi

L'IMU e la TARI sono costi fissi?+
Sì, l'IMU (Imposta Municipale Propria) e la TARI (Tassa sui Rifiuti) sono esempi tipici di costi fissi. Sono dovute indipendentemente dal fatto che la proprietà sia affittata o meno. Il loro importo è determinato da fattori come la rendita catastale e le aliquote comunali, non dal numero di ospiti accolti durante l'anno. Vanno quindi inserite nel calcolo del budget annuale delle spese fisse.
Come si distinguono i costi fissi da quelli variabili?+
I costi fissi, come il mutuo o l'assicurazione, non cambiano con il numero di prenotazioni. I costi variabili, invece, aumentano all'aumentare degli ospiti. Esempi di costi variabili sono le spese per le pulizie di fine soggiorno, il cambio della biancheria, i kit di cortesia e le commissioni pagate ai portali di prenotazione online (OTA), che sono calcolate in percentuale sul prezzo della prenotazione.
Le utenze sono costi fissi o variabili?+
Le utenze come luce, gas e acqua hanno una natura mista e sono definite costi semi-variabili. Presentano una componente fissa, come il canone mensile, che si paga anche a consumo zero. Hanno poi una componente variabile, legata ai consumi effettivi degli ospiti, che aumenta con il tasso di occupazione dell'alloggio. Per un'analisi precisa, andrebbero idealmente suddivise tra le due categorie di costo.
Continua a leggere

Termini correlati

Resta aggiornato

Iscriviti alla newsletter di Lodgify.

Una volta al mese ricevi modelli gratuiti, consigli per host, novità del settore, inviti ai webinar e molto altro, direttamente nella tua casella di posta.

Una email al mese. Puoi disiscriverti quando vuoi.

Lodgify

© 2026 Lodgify. Tutti i diritti riservati.